I giardini del "Vecchio incasato" di Grottammare ( Seconda parte)

 

I giardini del "Vecchio incasato" di Grottammare 

( Seconda parte)

Di Susanna Faviani


I giardini del paese alto erano angusti, ricavati a tratti da spiazzetti rubati alla strada pubblica, oppure ricavati da angoli e muretti, scacchetti o quadratini tra i mattoni.

 Si sa che il borgo di Grottammare alta è stato ricostruito più volte sulle frane. pertanto presenta alcune bizzarrie urbane, che ne caratterizzano il fascino antico. Con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, abbiamo cercato di rendere visibile un ricordo attraverso questa immagine di copertina. Presenta il muraglione di cinta a scarpa del paese vecchio, quando ancora non era stato ristrutturato. Vi erano ciuffi di violacciocche gialle, arancioni, viola, rosse bordeaux, i cui semi, caduti probabilmente dai soprastanti balconi, avevano trovato la resiliente forza di nascere tra le fessure dei mattoni del vecchio muraglione.  

Tra queste piante intrepide non poteva mancare l'erba murale o "parietaria", ma soprattutto le famose piante spontanee di capperi, che l'immagine  di copertina ci mostra a sinistra, vicino ai gigli. Bellissimi i suoi fiori, bianchi e vellutati, con petali delicatissimi abbelliti da pistilli viola. Al loro posto, dopo la fioritura, restava un piccolo bottoncino: il..cappero. Venivano sapientemente raccolti dalle donne, che li conservavano sotto sale, per insaporire le semplici vivande di un tempo. 



In quegli spazi angusti dei giardinetti del paese alto, lungo le passeggiate, si poteva sbirciare tra i cancelletti, generalmente erano "hortus conclusus" ossia giardini murati di fattura medievale, spesso a gradoni. Vi erano sempre alberi di agrumi, limoni e aranci, con zagare profumatissime.







                        ..vanno ricordate le pratoline, 

quelle graziose margheritine bianche con i petali sottostanti rosati, visibili all’imbrunire quando le piccole corolle si richiudono. Sono le primule volgari o improprie, che segnalano l’arrivo della primavera. Ve ne sono ancora nel Parco della Madonnina.

Tipica dei giardini era anche la Lavanda ( Lavandula officinalis ) con le sue spighette viola-azzurro-lilla, profumatissime , utilizzate essiccate come antitarme e profuma biancheria. Venivano avvolte in pannetti di tulle o cotone e infilate in cassetti e armadi. 

Negli antichi giardini c’erano anche i cosiddetti Gigli di sant’Antonio (Lilium candidum) chiamati così a causa del riferimento iconografico del Santo.


Oggi questi candidi gigli, detti anche Gigli della Madonna, sono quasi del tutto scomparsi, sostituiti dai raffinatissimi Lilium olandesi. Pur essendo quest’ultimo un fiore migliorato geneticamente rispetto al tradizionale giglio, essendo più grosso e bello, con steli più grossi e rade foglie, tuttavia la sua invadente presenza nei giardini sta facendo sparire del tutto l’antico e più semplice giglio “nostro”. Una importanza notevole negli antichi giardini avevano ed hanno i Limoni e gli Aranci. 


Questi alberelli sempreverdi dalle lucide foglie ridondano di copiosi frutti invernali. Le zagare inebriano chiunque gli passi accanto. Forse non esiste profumo più intenso e speziato, dall’essere scelto quale simbolo delle spose, che sovente inseriscono zagare nei loro bouquet nuziali, insieme a mughetti , rose bianche e nebbiolina vaporosa.

 








 

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