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Rubrica “Pausa caffè” “Dia Silla Dia silla sicritate conzapilla..” i canti del trapasso nella tradizione

  Chi ha passato il mezzo secolo ha avuto la fortuna di incontrare il passato dietro le spalle e avere in fronte il moderno, se non altro da bambini. Ricordi indelebili che sorbendo una tazzina di caffè fanno socchiudere gli occhi di tenerezza. Una prozia quasi centenaria, rigorosamente morta a casa ( in passato non esisteva proprio di portare i vecchietti nelle “rsa”, case di cura , ospizi o “luoghi in attesa di..” come oggi va di ..moda)…ci ha fatto tornare in mente una cosa curiosa. Quando i bambini andavano a trovare la zia P., in un paesino qui vicino..la trovavano sempre seduta sulla sua seggiolina di paglia alta una spanna, lei, un metro e 40-50 forse di altezza, minuta, capelli bianchi e gialli trattenuti con la “crocchia” ( treccia arrotolata a forma di cipolla sulla nuca, antichissima acconciatura femminile) amava recitare strofe e poesie alle quali i presenti applaudivano. Zia P. aveva lavorato sempre, era stata operaia e “materassaia” e ricamatrice finissima, non si...

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