Di Danila Monteleone Nell’immaginario comune l’Antico Egitto è fatto di piramidi, faraoni e mummie. Eppure, tra gli oggetti più importanti della religione funeraria egizia, ce n’era uno molto più semplice e quotidiano: una tavola di pietra destinata ad accogliere pane, birra, vino e offerte rituali. Era la tavola offertoria, elemento fondamentale del rapporto tra i vivi e i morti, tra il mondo terreno e l’Aldilà. Per gli Egizi, infatti, la morte non rappresentava una fine definitiva. Una parte spirituale dell’essere umano, il ka, continuava a vivere dopo la morte e aveva bisogno di essere nutrita attraverso offerte rituali di cibo, bevande e profumi. La tavola offertoria era dunque il luogo materiale in cui avveniva questo contatto invisibile tra i vivi e il defunto. Tra gli elementi più caratteristici delle tombe dell’Antico Regno, queste tavole erano originariamente collocate all’esterno della mastaba, davanti alla stele funeraria, dove i sacerdoti officiavano i riti e dep...
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