La casa di Vittore Crivelli a Zara

(Seconda parte)

 

Eravamo rimasti a .. “ La venditrice donna Margherita ha promesso ( come fosse una prelazione all’inquilino, cioè a Vittore, sulla vendita) che avrebbe venduto la sua casa a Vittore ed ai suoi successori ed eredi ( in pratica si era già svolto precedentemente il compromesso con caparra).

( Seguono ora formule legali tali a garantire che gli eredi della venditrice nel futuro non abbiano nulla a pretendere o recriminare circa la decisione della madre di vendere la casa ).

Questo atto durerà per sempre  ed è stato redatto qui a Zara presso la porta dell’abitazione ( è stato affisso pubblicamente?) presso il confine di Santa Caterina davanti al notaio zarense Ser Jacob De Pechiaro, presenti i testimoni: Maestro orafo Antonio Budinich e Francesco da Bologna, detto Ser Baldassarre, appositamente convocati”. Segue un altro atto o specificazione da parte del notaio Giovanni De Salodio giurato:

“Nella verità la venditrice soprascritta ha già ricevuto come caparra 2 ducati d’oro dal Maestro Vittore Crivelli : uno effettivo, l’altro “in natura”cioè con un quadro come entrambe le parti hanno affermato, convenuto e come mi conferma il giudice esaminatore ( della compravendita) Giovanni notaio ed i testimoni presenti. Il maestro Crivelli ( qui presente) dice che deve dare alla signora Margherita 38 ducati come resto e saldo dell’acquisto della casa.

I soldi verranno dati in questo modo : Un tot di pale pittoriche, cioè quadri per Donna Margherita e promette che accontenterà la signora in ogni sua richiesta  per sempre e se non lo farà, la casa verrà ipotecata, cioè tornerà alla venditrice”. Seguono firme e convalide dei testimoni. Ecco il documento conservato nell’archivio di Zara, Dalmazia”.


Ecco il documento originale conservato a Zara segnalatomi dallo studioso Raffaele Merlini :

“1476. 27. III. – U Zadru. Slikar Vittore Crivelli kupuje od Margarete, kćeri Peregrina de Poma, kuću kod Kneževe palače, za cijenu od četrdeset dukata.


MCCCCLXXVI, indictione VIIIIa, die XXVIIo mensis martii, tempore illustrissimi principis et domini naturali excellentissimi domini Andree Vendramino Dei gratia incliti ducis Venetiarum et cetera, regiminisque viri magnifici et generosi domini Hieronymi Diedo dignissimi comitis ciuitatis Hyadre. Ibi donna Margareta filia quondam viri nobilis Hyadrensis domini Peregrini de Pomo iuris periti et relicta quondam egregii ciuis Veronensis ser Andree de Monte Silice nunc moram trahens hic Hyadre, sponte, libere et ex certa animi sciencia nulloque errore vi meta dolo uel fraude ducti per se eiusque heredes et successores dedit, tradidit, vendidit et alienauit magistro Victori de Criuellis de Venetiis pictori habitatori Hyadre ibidem presenti et ementi pro se eiusque heredibus et successoribus vnum totum et integrum predicte venditricis edificium domus muro circumdatum, cuppis tectum, cum vna eius curia a parte quirinali, positum Hyadre a parte ponentali palacii comitatiis Hyadr,e iuxta carceres super terreno viri nobili Hyadrensis ser Nadalini de Pechiaro, cui soluentur de liuello perpetuo annuatim libras 8 paruorum, infra suos veros confines, cum omnibus et singulis iuribus, iurisdictionibus et pertinentiis suis vniuersis, ipsique edificio domus spectantibus et pertinentibus quomodocunque et qualitercunque ac tam de iure quam de consuetudine. Ad habendum, tenendum, possidendum, gaudendum et vsufructandum ac quicquid aliud eidem emptori suisque heredibus et successoribus deinceps perpetuo placuerit faciendum tanque de re sua propria. Et hoc pro pretio et nomine precii ducatorum quadraginta auri, quod totum et integrum pretium antedicta venditrix dixit contenta et confessa fuit se habuisse atque recepisse sibique datum, solutum et numeratum fuisse a suprascripto emptori. Renuntians exceptioni et probationi non habiti et non recepti sibique non dati non soluti et non numerati dicti totius precii, ac non vise numerate pecunie, tempore huius contractus ab ipso emptore speique future habitionis et receptionis, nec non generaliter omnibus aliis legum, iuris et statutorum, auxiliis, consiliis et fauoribus quibus ipsa posset se defendere siue tueri (?) quibus omnibus represse et per pactum renuntiauit, quod quidem edificium domus prenominatam venditrix dixit se nomine dicti emptoris tenere atque possidere donec illius tenutam et corporalem possessionem acceperit quam accipiendi et in se retinendi eius propria auctoritate deinceps eidem emptori suisque heredibus et successoribus quamcunque planantur (?) licentiam omnimodam contulit atque dedit. Promittens supradicta venditrix solemni stipulanti per se eiusque heredes et successores eisdem emptori ibidem presenti et stipulanti pro se eiusque heredibus et successoribus suprascriptam edificium domus cum omnibus et singulis iuribus ac pertinentiis suis vniuersis venditum vt promittitur semper et omni tempore in iure legittime defendere, disbrigare et excalumniare ab omni homine, persona, comuni, collegio et vniuersitate, nec non huiusmodi venditionem ac omnia et singula suprascripta semper firma, rata et grata habere, tenere, attendere et obseruare ac in nullo contrafacere, dicere uel venire pro se uel alium seu alios aliqua ratione uel causa de iure uel de facto, sub pena quarti pluris suprascripti precii, et obligatione ac ipotheca omnium eius bonorum presentium et futurorum, cum reffetione omnium damnorum interesse et expensarum litis ac extra. Qua pena soluta uel non nilominus (?) presens instrumentum. Cum omnibus et singulis in eo contentis in suo robore et firmitate perduret semper et maneat. Actum Hyadre ad portam domus habitationis suprascripte venditricis in confinio Sancte Catherine, coram viro nobile Hyadrensis ser Iacobo de Pechiaro iudice examinatore, presentibus magistro Antonio Budinich aurifice et Francisco de Bononia quondam ser Baldessaris ciuibus et habitatoribus Hyadre testibus habitis vocatis ad hec specialiter et rogatis aliisque. (autograf:) Ego Iacobus de Pechiaro iudex examinator Hyadre rogatus subscripsit”. 


Dopo la serietà del manoscritto, è lecito chiedersi : come mai questa vedova ha agevolato così tanto Vittore Crivelli nella compravendita ? Erano forse amici ? Non tutte le madri di famiglia avrebbero avuto la determinazione di vendere un bene togliendolo dall’asse ereditario dei propri figli… senza poi ricevere “subito” il corrispettivo in denaro ma vendendo la casa sulla base di una “promesa”, si effettuata davanti a due notai ma pur sempre una promessa. Difatti Vittore dopo soli 4 anni dall’acquisto se ne ritornerà in Italia abbandonando tutto a Zara…Perché? Questa fretta per quale motivo? Qui ci viene in aiuto Raffaele Merlini : Sulla repentina partenza da Zara di Vittore possiamo solo ipotizzarne i motivi e per questo ci può aiutare un libro dell'arcidiacono Carlo Federico Bianchi che racconta minuziosamente la storia di Zara nel libro " Fasti di Zara: religioso, politico, civili, dall' anno 1184 - 1888" grazie ad una dettagliata cronologia. Risulta che negli anni di soggiorno a Zara dei Crivelli , Carlo e Vittore, ci furono degli eventi tragici che colpirono la popolazione della città dalmata : la peste del 6 luglio 1463 addirittura 7 successive incursioni dei turchi dal 1470 al 1481 ( incursione del 25 luglio 1470, poi del 12 novembre 1470, del 22 dicembre 1473, del 8 gennaio 1475 , 24 gennaio 1478 , 19 novembre 1478, 10 dicembre 1481 - in questa incursione catturarono cinquemila persone di Zara ) . Durante le incursioni i turchi rimanevano per giorni anche per intere settimane uccidendo e depredando la città. A questo punto è plausibile che Vittore , ultimo a rimanere a Zara dopo la partenza del fratello Carlo , sia rimasto finché potè ma poi, stremato dagli avvenimenti di cui sopra,abbia deciso la via delle Marche raggiungendo Carlo” Nella reply di FB in coda all’articolo Merlini aggiunge più specifiche sull’ubicazione della casa a Zara di Vittore: Qualche notizia in più sulla casa acquistata Vittore : nel 1476 acquista una casa vicino al Palazzo del Rettore a Zara ( vedi atto di acquisto 1476) notizia confermata dalla professoressa Kudiš nella pubblicazione sulla pittura, incisione, disegno nella Venezia del Cinquecento" , 2018 . Il palazzo del Rettore o anche chiamato dei Duchi ( Kneževa Palača) a Zara è un monumento culturale le cui fonti storiche risalgono al XIII secolo. 

Ristrutturato con fondi dell'UE nel 2017, il Palazzo del Rettore è un moderno complesso culturale e storico e un'attrazione turistica. Si trova nella via Poljana Šime Budinića che continua poi il cui prolungamento con la via Elizabete Kotromanić arriva fino a Calle Larga , la via centrale della città vecchia di Zara . La casa acquistata da Vittore Crivelli doveva trovarsi nei pressi del palazzo , possibile anche nella continuazione perpendicolare della via Poljana Šime Budinića che passava di fronte alla chiesa di San Simeone.” Grazie a Raffaele Merlini per i preziosi contributi e un caro saluto ai nostri lettori che hanno avuto la pazienza di leggerci ! Alla prossima

 

 

 

 

 

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