Da Grottammare a Buenos Aires: Gli alunni ricordano un piazzale dedicato al coraggio delle Madri argentine, contro le ingiustizie
La scuola secondaria di primo grado di Grottammare, sede di Zona Ascolani, ha reso omaggio ad un importante atto di riconoscimento, che ebbe luogo a Grottammare, nel 2012, quando l’allora sindaco Luigi
Merli con Alfredo
Gende, rappresentante dell’Associazione Casa Argentina Latinoamericana, dedicò
alle “Madres y Abuelas de Plaza de Mayo” il piazzale della Scuola Secondaria di primo
grado Ascolani , per onorarne il coraggio e la determinazione.
Il fatto storico . Il
30 aprile del 1977, un gruppo di madri di “Desaparecidos” – dispersi, spariti ,
addirittura si stima in 30.000 ! - unito dal dolore per la scomparsa dei propri
figli, si riunì nella storica Plaza de Mayo di Buenos Aires, di fronte alla
Casa Rosada, sede del governo argentino, per protestare in modo silenzioso e chiedere notizie dei
propri figli scomparsi, durante la dittatura militare Argentina. Le “Madri”
indossavano fazzoletti bianchi di garza, a ricordo dei pannolini usati per
crescere i figli scomparsi e anche in segno di lutto . Questa battaglia
civile e politica contro le ingiustizie ormai è diventata un simbolo in tutto
il mondo, di impegno per il rispetto dei diritti umani.
Il fatto locale . Nel 2012 l’allora Sindaco Luigi Merli, dedicò, per ricordare il
fatto argentino, uno spazio avanti alla Scuola, il piazzale, insieme al
rappresentante della comunità argentina di Grottammare, presieduti da Alfredo Gende, per ricordare l’esempio
delle Madri argentine, che lottarono in modo pacifico contro la dittatura, le
ingiustizie, i regimi, la prepotenza, la guerra.
Gli studenti di oggi . Con il loro prof. Lorenzo Collina, insegnante di lingua spagnola, i ragazzi hanno studiato l’evento “Madres y Abuelas de Plaza de Mayo. Nello specifico, tre studenti argentini della classe 3E, IC “G. Leopardi” di Grottammare, hanno svolto una ricerca sui desaparecidos della dittatura argentina del 1976/83, coinvolgendo i familiari con interviste e testimonianze, ricordi; In seguito hanno tenuto lezione in aula in modalità “flipped classroom” o “classe capovolta”, che è un modo nuovo di fare didattica che parte dagli studenti stessi. Altre ragazze del gruppo misto di spagnolo 3EF hanno riadattato e tradotto il testo in italiano. I genitori degli studenti più direttamente coinvolti hanno affermato che l’interesse è stato genuino e intenso.
La riflessione . “Oggi il piazzale di Grottammare è un monito
pacato e potente: la memoria di un popolo non si cancella finché trova spazio
nel cuore e nelle piazze del resto del mondo – ci ha spiegato il Prof.
Collina - Essere lì significa unirsi al
coro “Tutti sono i nostri figli” e tramutare una semplice dedica toponomastica
in una promessa quotidiana di coraggio e solidarietà senza confini.
Molto bella e significativa questa iniziativa, anche perché spesso
i ragazzi non conoscono il significato o le motivazioni della dedica di una strada,
un ponte, una piazza della propria Città e certamente partendo dalle dediche o
dedicazioni territoriali, si può “costruire” la storia e far si che i ragazzi
la vivano, riconoscendosi in un territorio e si sentano parte di esso e ancor
di più, cittadini del mondo. Complimenti per l’iniziativa .


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