La Candelora nella tradizione picena, i “piconi” , “San Biagio” e le ciambelle

 Di Susanna  Faviani

Viene celebrata il 2 febbraio e cade esattamente 40 giorni dopo il Natale. Sappiamo che la Candelora commemora la Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme e chiude il ciclo liturgico natalizio. In effetti gli anziani dicevano che il presepe “ si deve sfasciare”, cioè riporre, solo dopo la Candelora. Quest’ultima usanza è decaduta e oggi liberiamo le case dagli addobbi natalizi già dal 7 di Gennaio, cioè dopo l’epifania.

La “luce” in se per se’ evoca la primavera, cioè l’imminente ritorno della luce solare e della buona stagione dopo il buio ed il freddo inverno. A Grottammare il giorno della candelora, si andava a benedire le candele presso la chiesa di Santa Lucia.

La candela benedetta il giorno della candelora, doveva essere rigorosamente conservata nel comò della camera padronale: ognuno aveva la sua, a volte per distinguerla, venivano applicati del fiocchetti colorati . Nei momenti “bui” della vita andava riaccesa, affinchè la Fede si “riaccendesse” e aiutasse. Questa candela si chiamava in dialetto : “cannelette”. I più ricchi l’avevano più grande  e imponente, i poveri si accontentavano di una piccolissima e sottile candela. Veniva accesa ai piedi del letto dei moribondi, per aiutarli a lenire i dolori del corpo e dell’anima, se c’era la grandine veniva accesa tra i campi all’aperto, per “calmare” il tempo, accompagnata da preghiere e giaculatorie. In caso di epidemie, veniva accesa dal capofamiglia in casa, per chiedere a Dio di salvare la famiglia. In occasione della candelora, venivano serviti i cosiddetti : “cacioni” o “piconi”, dei calzoni dolci con formaggio di pecora  - ricotta - o farina di castagne, profumati di cannella e noce moscata, fritti. “Quanne arrive cannelora, dell’immerne seme fora”, cioè “Quando si giunge alla candelora, due febbraio, siamo fuori dall’inverno”. 


Il giorno appresso al 2, cioè il 3 febbraio, si festeggiava San Biagio , protettore contro il mal di gola, di cui parlammo in un precedente articolo. Nel vicino Abruzzo c’è la tradizione di preparare le “Ciambelle di San Biagio”. Esse vanno benedette dal parroco in Chiesa il giorno della Candelora e solo dopo la benedizione, si possono gustare, non prima, preferibilmente il giorno 3, cioè proprio a San Biagio. Esistono molte ricette sul web di questa preparazione dolciaria: ve ne proponiamo una delle tante.



Allora buon …appetito e …predisponiamoci all’arrivo della primavera, con la..Candelora e San Biagio.







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