La leggenda del Santuario del Divino Amore di Roma

 Di Graziella Faviani

La storia del Santuario del Divino Amore nasce nel Medioevo, nelle campagne a sud di Roma, lungo la via Ardeatina. Probabilmente nel periodo compreso tra XIII e il XIV secolo, su una torre di avvistamento, fu dipinta un’immagine della Madonna con il Bambino, come segno di protezione per i viandanti e per chi viveva in quelle zone isolate.


Per secoli quell’immagine rimase quasi dimenticata, finché nel 1740 si diffuse un episodio destinato a segnare profondamente la devozione popolare. 

Secondo la tradizione, un viandante, smarritosi al calare della sera, fu circondato da cani randagi. Spaventato, si rivolse con fiducia alla Madonna dipinta sulla torre e, sempre secondo il racconto tramandato, i cani si fermarono e si allontanarono senza fargli del male.


La notizia ebbe grande risonanza e attirò numerosi fedeli. Nel 1745 fu costruita una prima chiesa attorno alla torre, che divenne il Santuario del Divino Amore, punto di riferimento spirituale per la città di Roma.


Durante la Seconda guerra mondiale il legame con la città si rafforzò ulteriormente. Nel 1944 i romani affidarono la loro salvezza alla Madonna del Divino Amore e al termine del conflitto, mantennero la promessa fatta, costruendo un nuovo santuario, consacrato nel 1999.



Ancora oggi il Santuario del Divino Amore è un luogo di fede e raccoglimento, dove storia e tradizione si intrecciano.


La Chiesa e gli storici parlano dell’episodio come di una tradizione e non di una cronaca verificabile, di un racconto trasmesso oralmente che si è diffuso nel tempo attraverso la devozione popolare, dando origine a una fede viva e duratura.


Uno dei tanti ex voto presenti in Santuario












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