Di Remo Croci
I beni che erano all’interno di Villa Rambelli - un milione di euro il loro valore - sarebbero dovuti restare al loro posto.
E’ una
delle volontà del dottor Pietro Rambelli che si legge nel testamento olografo.
Così come non si doveva assolutamente modificare o addirittura sostituire il
pavimento esistente del salone.
Doveva la Villa Rambelli essere destinata ad un Museo
Civico ed invece, dal 1999 anno della morte del dr Pietro Rambelli, il Comune
di San Benedetto del Tronto, non ha realizzato nulla nonostante abbia ricevuto
3 milioni di euro.
La Villa e’ la donazione ricevuta insieme al Parco e
due fondi comprensivi di tre casolari - uno dei quali risulta occupato - in zona
Valle del Forno, che sono in uno stato di assoluto degrado.
Dalle informazioni raccolte, da chi era presente al
momento dell’inventario dei beni di Villa Rambelli, si e’ appreso che venne
compilato un elenco dettagliato di tutte le opere presenti.
Quel verbale fu redatto da un cancelliere del
tribunale di Ascoli Piceno alla presenza di alcuni testimoni. Secondo questa
ricostruzione le opere ritenute di valore furono sistemate all’interno di un
deposito comunale per tutelarsi da possibili furti.
Di queste opere pero’ nessuno oggi fornisce notizie.
Addirittura qualcuno sostiene che nei magazzini del Comune non ci sarebbero più
queste opere. E allora dove sono finite? Qualcuno le ha trasferite in altri
siti? E quali?
Si deve anche sapere che il Comune di San Benedetto
del Tronto, accettando la donazione della famiglia Cerboni Rambelli, così come
espressamente indicato nel testamento, avrebbe dovuto “ aver cura anche della
Cappella cimiteriale a Grottammare “ dove riposano i resti dei coniugi Rambelli
e della loro unica figlia Gaia la bambina di 9 anni morta in seguito ad una
caduta da cavallo.
Il Comune avrebbe dovuto, alla scadenza del diritto di
superficie della tomba, a sue spese rinnovarlo almeno per una volta per uguale
periodo e poiché nella stessa tomba vi sono opere d’arte lo stesso Comune
avrebbe dovuto “…farla subito vincolare ai sensi della legge 1 giugno 1939.”
cit testamento.
Nella Cappella della famiglia Cerboni Rambelli quali opere d’arte erano state conservate in quel luogo? Da un recente sopralluogo all’interno della Cappella, che dispone di un piccolo giardino, le uniche opere presenti sono quelle in bronzo che ricordano la piccola Gaia, mentre su una parete centrale e’ in evidenza una Madonna in preghiera realizzata in ceramica.
Non ci sono altre opere così come invece si legge nel testamento. Chi le ha portate via senza comunicarlo al Comune? Sono state forse trafugate visto che nelle due porte finestre della Cappella non ci sono più i vetri nella parte superiore?
C’è di più. Nella Cappella di famiglia, nel cimitero
di Grottammare, non ci sono solo i resti dei coniugi Cerboni Rambelli e della
loro unica figlia Gaia. Li sono sepolte anche due suore appartenenti ad un
Ordine che da anni opera a Grottammare. Nel testamento non c’è però nessuna
autorizzazione per la sepoltura nella Cappella di famiglia di altre persone
scomparse che non appartengono alla famiglia Cerboni Rambelli.
Dalle informazioni raccolte proprio ieri mattina ci
hanno riferito che da qualche anno il Comune di San Benedetto del Tronto
avrebbe affidato la cura della Cappella ad un Istituto di Suore che hanno la
sede dell’Ordine a Grottammare. Una gestione non prevista dal testamento. Chi
dunque ha concesso l’uso della Cappella della famiglia Cerboni Rambelli?
Un altro interrogativo che si aggiunge a quelli legati
ai Beni presenti nella Villa.
5- Anna Maria Cerboni
I misteri di Villa Rambelli riservano ancora altre sorprese?
Nelle foto
1- La Cappella di famiglia Cerboni Rambelli
2- Il piccolo giardino della Cappella
3- La Madonna in ceramica
4- Gaia Rambelli la figlia morta a 9 anni
5- Anna Maria Cerboni
6 - Pietro Rambelli
NDR
Gli anziani grottammaresi narravano di una tomba del locale cimitero, a forma di casetta con un piccolo giardino, che gli sconsolati genitori avevano fatto costruire per far giocare nell'aldilà la loro bimba, morta disarcionata dal suo cavallo bianco. Un tempo era piena di rose e fiori, curato da un giardiniere, così da rendere più bello il giardino della bimba. Ora il giardinetto è spoglio e nudo.







Questa è la dimostrazione che non conviene lasciare in donazione i propri beni a chi non sa apprezzarli...
RispondiEliminaSono d'accordo !
Elimina