CULTURA E TERRITORIO
– Pochi
forse sanno che cosa sia una “gipsoteca” e che ve ne sia una di alto livello
proprio nel nostro territorio. La Gipsoteca “Bonomi-Gera” di Ripatransone.
Recita una epigrafe nel Corso Vittorio Emanuele,
132 :“IN QUESTA
CASA NACQUE IL 4 GIUGNO 1890 /UNO GERA/MAGISTRATO E SCULTORE/MECENATE E
FILANTROPO DI RIPATRANSONE”.
Chi era costui? Uno Gera, nato a
Ripatransone nel 1890 fu una personalità eclettica.
Nato
da famiglia benestante originaria del Veneto, dopo la maturità classica si
trasferì a Roma per intraprendere gli studi da giurista. La sua passione per
l’arte lo spingerà, nel tempo libero, a frequentare contemporaneamente all’università
facoltà di Giurisprudenza anche la
bottega dello scultore Arturo Dazzi e a
diventarne presto un suo collaboratore.
Chiamato
da tutti il “magistrato scultore”, il museo polivalente ora in
ristrutturazione, allestito nel palazzo di famiglia, ospita al piano nobile la
gipsoteca, una raccolta di cento gessi realizzati dallo scultore che
riproducano con grande maestria tecnica statue greche, romane, classiche; I cento gessi sono stati realizzati tra il 1912 e il
1970 e comprendono anche autoritratti, ritratti e bassorilievi
rappresentando una unicità nel nostro territorio.
Smessa la toga da consigliere della Corte di cassazione, il magistrato si ritirava nel silenzio del suo studio, dove il marmo e la creta diventavano i suoi unici interlocutori. "L'arte è per me una necessità dello spirito, un modo per dare forma a ciò che la parola scritta non può contenere."
Diceva, coltivando sempre un indissolubile legame con Ripatransone. Nonostante
il successo e la vita nella capitale, Gera non dimenticò mai le sue radici. Il
suo amore per Ripatransone si manifestò in un gesto di straordinaria
generosità: la donazione di gran parte delle sue opere alla sua città natale.
Oggi, il Museo Civico di Ripatransone ospita la Gipsoteca Uno Gera, una collezione imperdibile che permette di ammirare l'evoluzione del suo stile, dai primi bozzetti in gesso alle opere finite. Visitandola, si percepisce chiaramente come la bellezza per lui fosse una forma di giustizia resa al mondo.
La
Gipsoteca è intitolata a questo valente scultore-magistrato, che però non
abbandonò mai – pur amando tantissimo l’arte - la carriera giuridica: giovanissimo
infatti vinse il concorso come funzionario della Corte dei Conti e ricoprì uno
dei ruoli più prestigiosi, cioè quello di presidente di sezione. “Uno Gera
proseguì la sua attività artistica dal suo studio romano e rimase sempre legato
alla sua città natale – spiega il sito istituzionale - dove tra il 1960 e il
1965 ricoprì la carica di sindaco e dove morì nel 1982.
Le
sue opere, prevalentemente ritratti e soggetti sacri, si caratterizzano per un
grande equilibrio tra espressività e classicità e sono custodite soprattuto a
Roma, la città dove l’artista operò maggiormente” .
A Ripatransone, oltre che nella Gipsoteca e nel palazzo di famiglia, rimangono opere nella chiesa di San Filippo dove si trova la tomba familiare. Dopo il mandato di sindaco dal 1966 al 1976, si occupò anche del restauro e della sistemazione di Palazzo Bonomi ( in foto), in seguito trasformato in museo e donato alla città, acquistando arredamenti ed oggetti di pregio.
Donò alla cittadinanza non solo i gessi, ma anche tutte le
sue opere, dipinti e vari oggetti di antiquariato, acquistate nel corso della
sua vita. Nel 1976 il suo ultimo lascito di cento dei suoi gessi, occupandosi
in prima persona dell'allestimento della Gipsoteca nel museo. Si spegnerà nel 1982 . Auspichiamo un pieno recupero
del polo museale e conseguentemente, anche della magnifica Gipsoteca “Uno Gera”
di Ripatransone, una città in cui ogni mattone trasuda cultura.




.jpg)

Commenti
Posta un commento
Grazie per aver scritto a La Conchiglia Web !