DI Remo Croci
C’è una storia nella storia nella centenaria vita del Parco Cerboni dove vennero costruite la Villa e la casa del custode. Era una vasta area a ridosso del piccolo torrente Albula.
I genitori di Anna Maria Cerboni, che in
nozze sposo’ Pietro Rambelli nato a Russi in provincia di Ravenna, donarono
l’intera proprietà ai giovani sposi. Fu un donno di nozze di grandissimo valore
non solo economico.
Gli sposi ereditarono anche una parte
della storia della famiglia Cerboni costituita da beni ed oggetti d’arte di
assoluto valore.
Il grande orto, dove è stato realizzato
il rimessaggio dei mezzi pesanti delle società partecipate del Comune , veniva
curato da Serafino Fares. Era il padre di Pietro il marito di Filomena Mozzoni
che prima di assumere l’incarico di custode della proprietà Cerboni- Rambelli
era occupato come autista di camion. Il buon Serafino piantava di tutto e
curava anche il pollaio dei Rambelli.
foto 1
La proprietà non aveva nessun tipo di recinzione e tantomeno cancelli che impedissero gli accessi fra il Parco e la Villa. Quello a protezione della casa del custode fu realizzato dalla famiglia Fares per impedire l’accesso a chi arrivava dall’esterno. Solo a donazione avvenuta dopo il 1999 il Comune ha provveduto ad installare le strutture in ferro delimitando le tre aree.
Filomena Mozzoni era la collaboratrice
domestica dei Rambelli, la persona più fidata della signora Anna Maria. Era ben
voluta anche da Pietro Rambelli tanto che alla sua morte dispose per un lascito
a Filomena. Oltre all’uso della abitazione
- casa del custode - che la donna
condivideva con il marito Pietro e i due figli Mauro Sabrina fin dal 1971.
Insieme a Filomena nella Villa aveva
accesso Rita Magnani la Tata della piccola Gaia, la figlia dei Rambelli morta all’età
di 9 anni per la caduta da cavallo mentre si trovava in vacanza in Svizzera.
Alla sua morte la Tata rimase al fianco della signora Rambelli fino alla sua
scomparsa. Il grande dolore per la morte della piccola Gaia non fu mai superato
dalla mamma che si spense prematuramente.
A preparare i pasti ai coniugi Rambelli era il cuoco Alfredo Girolami, il padre di Emidio conosciuto come ‘ Patata’ e noto libraio scomparso la scorsa estate.
Nella casa del custode dopo la morte dei
coniugi Fares rimase a viverci solo il figlio Mauro, con una invalidità al
100%, che fu allontanato nel marzo del 2022 da quella abitazione dal Comune di
San Benedetto del Tronto.
Mauro e’ morto di recente all’età di 61 anni. La Casa del custode che oggi è in ristrutturazione, per poter accogliere otto persone, già in passato fu riparata. Il Comune per eliminare le infiltrazioni di acqua piovana dal tetto e per sostituire un bagno, impiego’ oltre un anno costringendo la famiglia del custode a trasferirsi in un piccolo monolocale a Porto d’Ascoli procurando non pochi disagi ai Fares.
Infatti in quel monolocale non andarono
perché in tre persone non riuscivano a convivere a causa della mancanza di
spazi. Furono così costretti ad affittare a proprie spese un altro appartamento
dove trasferirono anche tutto l arredamento che si trovava nella casa del
custode che dovettero liberare per far eseguire i lavori di manutenzione.
Nelle foto
1- Serafino Fares nell’orto di Villa
Rambelli
2- L’ingresso della casa del custode
3- Il caminetto nella casa del custode
4- L’ingresso alla Villa senza il
cancello
5- Mauro Fares l’ultimo della famiglia a
vivere nella casa del padre custode prima di essere allontanato dal Comune
6- La famiglia del custode della Villa
riunita con parenti ad un pranzo nel giardino della casa







Commenti
Posta un commento
Grazie per aver scritto a La Conchiglia Web !