Autismo e inclusione: a Grottammare un incontro innovativo ispirato alla nota serie televisiva “Stranger Things”, cioè “Cose più strane”, che parla di eventi misteriosi, paranormali e l’esistenza di una dimensione parallela, che sconvolge la cittadina di Hawkins, ispirata ai romanzi di Stephen King.
Il 30 marzo si è svolto presso il Kursaal di Grottammare un
evento dedicato alla sensibilizzazione
sull’autismo, promosso dall’associazione Omphalos — rappresentata
da Beniamino D’Ercoli, promotore
dell’iniziativa — in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Praesentia” e l’ISC Leopardi. L’incontro era rivolto agli studenti della scuola
secondaria di primo grado, in particolare le prime classi - con l’obiettivo di
coinvolgere in modo diretto e consapevole i ragazzi.
Ad aprire l’incontro il sindaco Alessandro Rocchi, affiancato dalla presenza della consigliera ai
servizi scolastici Oriana Vitarelli.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dirigente scolastica Prof.ssa Luigina Silvestri e alla referente di
plesso Cinzia Sorgi, per il
contributo attivo nella realizzazione di un momento formativo fortemente
orientato all’inclusione ed al superamento degli stereotipi.
L’incontro ha visto il coinvolgimento di diversi
professionisti del settore: Raniero Di
Gregorio, neuropsicologo dell’età evolutiva e vicepresidente di Praesentia,
con un ruolo di coordinamento clinico degli interventi e dei contenuti
trattati;
La psicologa esperta
in autismo Dajana Carbonari; la psicologa
in formazione Jessica Silenzi; e Nicolò
Scarnato, giovane ragazzo autistico già protagonista di un percorso
artistico e cinematografico, legato a questa tematica, la cui testimonianza ha
rappresentato uno dei momenti più significativi della mattinata.
Ciò che ha reso l’incontro particolarmente significativo è
stato il taglio creativo, innovativo e fresco con cui è stato affrontato un
tema complesso come l’autismo.
Il percorso è partito da una fase iniziale di coinvolgimento
attivo degli studenti, attraverso questionari somministrati per comprendere
cosa già conoscessero e quali fossero i principali dubbi e rappresentazioni sul
tema. Questo ha permesso di costruire un intervento realmente calibrato sui
ragazzi, rendendo i contenuti più concreti, accessibili e vicini alla loro
esperienza.
A partire da questa base, l’incontro si è imperniato su una comunicativa originale: utilizzare la
celebre serie “Stranger Things” come
vero e proprio leitmotiv narrativo dell’intero percorso. Il “Sottosopra”,
universo parallelo della serie, è diventato una potente metafora del diverso funzionamento del cervello autistico, permettendo di
tradurre concetti complessi — come la percezione sensoriale, la comunicazione e
le modalità relazionali — in immagini immediate, accessibili e profondamente
vicine al vissuto dei ragazzi.
Durante l’incontro sono stati approfonditi alcuni aspetti
centrali dell’autismo, come la neurodivergenza, le differenze nei processi
comunicativi e relazionali, le strategie di autoregolazione e l’importanza di uno sguardo non giudicante.
Un approccio che ha permesso agli studenti di avvicinarsi al tema in modo
consapevole, partecipato e coinvolgente.
L’obiettivo della giornata è stato quello di promuovere una
cultura dell’inclusione fin dall’età scolastica, offrendo strumenti di
comprensione e stimolando nei più giovani una riflessione sul valore delle
differenze. Un messaggio chiaro: non
esistono persone “sbagliate”, ma modi diversi di essere e di funzionare, che
possono essere compresi, rispettati e accolti.

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