Il 26 luglio si festeggia Sant’Anna, la mamma della Madonna e protettrice delle partorienti.
Vista la difficoltà del parto un po’ ovunque, specie nel
passato quando non esistevano cure mediche specifiche, frequentemente partorire
era occasione di morte sia della mamma, che del bambino. Anche nel mondo
romano, come pure in quello preromano, troviamo sepolture di giovanissime donne
in stato di gravidanza, purtroppo decedute per quelle che oggi sarebbero “semplici”
e gestibili complicazioni nel parto.
Per questo motivo,
anche osservano le tante tombe di bambini e partorienti nel mondo romano, dove
addirittura nelle lapidi venivano dettagliatamente conteggiati i giorni e
perfino le “ultime ore” di vita della persona scomparsa, comprendiamo come il “parto”
spesso e volentieri venisse interpretato come un “viaggio”. Parto inteso come verbo “Partire”, come “Andare
per un viaggio ignoto”, senza avere la certezza di tornare.
Il culto di Sant’Anna si attesta in sostituzione di
precedenti credenze di divinità femminili, chiaramente da sempre l’umanità
guardava in alto, verso il Cielo, per raccomandarsi che tutto andasse bene nel partorire.
Sant’Anna oggi è presente in quasi tutte le chiese più “datate”.
Una immagine davanti a cui tanti “pancioni” sono andati, col cuore colmo di
buone aspettative e di speranza, a scongiurare le normali paure che qualsiasi
donna gravida nutre nel suo cuore, soprattutto riguardanti la buona salute del
bambino che cresce dentro di lei.
La storia di Sant’Anna, nonna materna di Gesù, ci è
presentata soprattutto dai Vangeli apocrifi, come il protovangelo di Giacomo,
che narra di una coppia attempata, oramai di mezza età, appunto Anna e
Gioacchino, senza figli e in tal senso, senza speranza di tardiva fecondità.
Invece il miracolo avviene ed Anna concepisce una bambina, la Madonna.
Nonostante la sua età, riesce a partorire Maria senza
difficoltà ed è per questo che verrà scelta nel ruolo di “protettrice” delle
partorienti, in quanto lei stessa superò – per i tempi – quella che da tutti
era considerata una impresa impossibile.
Le donne chiedono solitamente a Sant’Anna tre Grazie: Un
buon parto, facile; Un bimbo sano; Tanto
latte per poterlo crescere forte.
Sono tante le tradizioni relative al culto di Sant’Anna nel
nostro territorio: la benedizione dei campi per chiedere la fertilità della
terra, benedizione estesa anche agli animali, tutto ciò ovviamente nel mondo
rurale. A Centobuchi di Monteprandone vi è una chiesina dedicata alla Santa di
proprietà della famiglia Saladini-Pilastri, intorno alla quale si aprono dei
festeggiamenti popolari con la proposta di antiche ricette culinarie contadine.
Esiste anche una giaculatoria da pronunciare in prossimità del parto:
“Aiutame Sand’Anna,sariè nu gran periijo di perde mamma e
fiijo per una eternità”. Buona festa di Sant’Anna !
la foto rappresenta una copia in b/n di un piccolo quadro devozionale che era presente nella Chiesa di San Pio V a Grottammre, trarugatio tanti anni fa e riposizionato dal parroco dell'epoca, Mons. Giovanni Flammini, tramite una copia, per la devozione.
Vi si vede Sant'Anna con Gioacchino mentre educano la Vergine Maria, con un volo di angeli che assiste all' "Educazione dlla Vergine".

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