Origini e conflitti della democrazia cristiana italiana tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900 ( Terza ed ultima parte)
Approfondimento storico – politologico del dott. Yari Lepre Marrani
Chiesa, gerarchia e autonomia: una relazione mai pacificata
( Terza ed ultima parte)
La nascita del PPI non cancellò le ambiguità del rapporto tra cattolicesimo politico e gerarchia ecclesiastica. La Chiesa aveva contribuito a creare il tessuto associativo, culturale e sociale dal quale provenivano molti dei protagonisti del nuovo partito; la dottrina sociale leonina ne aveva fornito una parte essenziale del linguaggio politico. Ma proprio la maturazione di quel mondo aveva prodotto una domanda di autonomia che la gerarchia aveva a lungo guardato con sospetto.
La parabola che conduce da Murri a Sturzo mostra
quindi una trasformazione fondamentale. Con Murri, l'autonomia politica dei
cattolici venne affermata spesso attraverso lo scontro diretto con la
gerarchia, fino alla sospensione e alla scomunica. Con Sturzo, la stessa
esigenza venne riformulata in termini di distinzione tra religione e politica e
di costruzione di un partito non confessionale, pur ispirato ai principi
cristiani.
In questo senso, il PPI non fu semplicemente il
risultato della «conversione» della Chiesa alla democrazia. Fu piuttosto il
prodotto di una lunga dialettica fra Chiesa, società e movimento cattolico: una
dialettica nella quale la gerarchia cercò di controllare e indirizzare la
mobilitazione cattolica, mentre una parte crescente del laicato e del giovane
clero cercò di trasformarla in autonomia sociale e politica.
La Rerum Novarum aveva aperto il cattolicesimo
alla questione sociale; la Graves de communi re aveva tentato di
delimitare politicamente la democrazia cristiana; Pio X aveva reagito contro le
forme di autonomia giudicate incompatibili con l'obbedienza ecclesiastica;
Murri aveva portato la contestazione fino alla rottura; Sturzo aveva cercato
una soluzione istituzionale fondata sulla distinzione tra fede e politica.
La storia della democrazia cristiana italiana nasce
dunque da una tensione, non da una linearità: tra dottrina sociale e
autonomia politica, tra gerarchia e laicato, tra intransigenza e
clericomoderatismo, tra identità cattolica e pluralismo democratico. Il
Partito Popolare del 1919 rappresentò il primo grande esito politico di questa
lunga trasformazione. Ma, proprio perché nasceva da un conflitto irrisolto tra
religione e politica, esso portava in sé anche le contraddizioni che avrebbero
caratterizzato per decenni la presenza dei cattolici nella democrazia italiana.
(Ultima di tre, grazie per la lettura!)
Riferimenti essenziali
- Leone
XIII, Rerum Novarum, 15 maggio 1891.
- Leone
XIII, Graves de communi re, 18 gennaio 1901.
- Pio X, Pieni
l'animo, 28 luglio 1906.
- Romolo
Murri, Battaglie d'oggi, 1903-1904; La politica clericale e la democrazia,
1910.
- Luigi
Sturzo, discorso di Caltagirone, 24 dicembre 1905.
- Luigi
Sturzo, «Appello ai liberi e forti», 18 gennaio 1919.
- Enciclopedia
Italiana/Treccani, voci «Democrazia cristiana», «Murri, Romolo», «Sturzo,
Luigi», «Partito Popolare Italiano».
Dott. Yari
Lepre Marrani

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