Di Susanna Faviani
Il soggetto del quadro è una “Adorazione dei Pastori con S.Nicola da Tolentino” molto bella, di Massignano, di cui scrivemmo già nel 2003.
Il dipinto , della fine del secolo decimosettimo e inizio del
secolo successivo, si trova nella chiesa settecentesca di S.Giacomo Maggiore, al centro
del paese;
Le sue dimensioni sono cm.
245x183 : è una grande pala d’altare laterale.
Probabilmente era stata
commissionata dai PP.Agostiniani che, prima della soppressione Innocenziana del
1652, avevano un loro “Luogo” - Convento - al centro del paese, dove oggi è sito il
Palazzo Municipale.
La chiesa agostiniana era
dedicata a S.Maria e S.Monica - Madre di S.Agostino , quindi il dipinto della
“Natività” era comunque una pala laterale, tuttavia dedicata al santo Nicola da
Tolentino, grande mistico agostiniano tardo medioevale nato nel maceratese.
I buoni semi di questa
scomparsa piccola comunità agostiniana sono ancora presenti a Massignano, per
la grande fioritura di opere d’arte ritrovate , tutte commissionate dai monaci,
che tenevano molto alla diffusione della cultura e alla divulgazione
didattico-didascalica della fede cristiana, opera questa importantissima,
soprattutto in periodo tridentino e dopo “l’incendio”
provocato in tutta Europa dall’ex monaco agostiniano Martin Lutero.
Il quadro, ad olio su tela, è
pervaso da una luce intensissima : al centro della composizione c’è il Divin
Bambino, quasi nudo, adagiato su una mangiatoia che sembra più il povero tavolo
di una casa contadina. Come se fosse “acceso” di una mistica luce, il Bambino irradia
un bagliore intensissimo sulla corona di persone che gli sono intorno: in primo
luogo, sulla destra, ne è irradiata sua Madre, che ha le mani giunte e indossa
con un manto azzurro che ricorda e forse allude alla volta celeste e al mistero
dell’infinito. S.Giuseppe, curiosamente raffigurato abbastanza giovanile, è
sulla sinistra, riconoscibile dal bastone, quasi assorto in una mistica “dormitio”.
Sopra il Bambino ci sono il bue e l’asinello, come da tradizione. Al di qua
della composizione, vi sono due pastori, l’uno in ginocchio, l’altro, vestito
di rosso, in piedi, stupito davanti alla Natività. I personaggi sembrano tutti
rapiti dalla nascita del Dio Bambino. Al
di qua della composizione, sono in primo piano i doni portati dai pastori: un
cesto di uova, simbolo di rinascita e di resurrezione, l’agnello, simbolo del
sacrificio di Cristo e più sotto, un giglio e un libro, rispettivamente
attributi iconografici della purezza e delle Sacre Scritture. Questi due ultimi
simboli appartengono al santo Nicola da Tolentino, che in ginocchio, delicatissimo
ed elegante nel volto, assiste in modo mistico alla nascita di Gesù. Egli ha le
mani giunte a croce sul saio nero. Al centro del suo petto vi è un piccolo sole
luminoso, simbolo-stella che appartiene alla sua iconografia Vicino al bue ed
all’asinello spuntano tante testoline ricciute di cherubini, mentre in alto,
volano angeli-fanciulli vestiti da ricchi drappeggi, facendo festa all’ Evento,
che riempie ogni cosa di bagliori.
Un piccolo angelo nudo, a
destra in alto nella composizione, non visibile bene nella foto, regge un
cartiglio con la scritta : “Gloria in
Excelsis Deo”. Il dipinto è stato attribuito dalla Soprintendenza i Beni
artistici e Storici di Urbino ad un pittore orbitante attorno alla cerchia - se
non addirittura a ..lui - del fermano Alessandro Ricci, che con la sua bottega ed i suoi tanti seguaci,
arricchì di numerosissime opere la nostra provincia.
Ciò che colpisce della
composizione è l’incanto, la mandorla dei volti, delle ali, delle vesti
svolazzanti, roteanti attorno al Bambino, talmente illuminato che appena si
intravede, tra la fortissima luce che irradia. Tra i personaggi più luminosi
dopo il Neonato abbiamo detto che c’è la Madonna, la quale protendendo le mani
giunte verso di Lui, quasi invita alla preghiera, delineando sul suo bel volto
un lieve ma triste sorriso. Sembra Lei l’unica consapevole dell’Evento .
L’ immagine dell’ “Adorazione dei Pastori con S.Nicola da
Tolenino” è povera, dolce e ricca di uno stupore sempre nuovo, come se la
composizione invitasse, con la sua umiltà, ad una rinnovata speranza di
salvezza per l’umanità e per il mondo intero. Ricordiamo che gli Agostiniani
appartengono ad un ordine “mendicante”, volutamente povero conforme alla
semplicità evangelica e la loro architettura o arte rispecchia di proposito la
povertà di Gesù Cristo.
Cogliamo l’occasione per
augurare Buon Anno 2026 a tutti i lettori de La Conchiglia News !

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